dal pleistocene ai nostri giorni

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aggiornato il 21 ottobre 2020

sequenza cronologica e culturale della Sardegna

*AA Le datazioni più antiche della Sardegna vengono dagli strati più antichi del sito di Laerru chiamato Sa coa de sa multa. Gli strati sono datati su base geologica e pedologica analizzando le componenti microscopiche del suolo (microstratigrafia e geoarcheologia), per capire in quali condizioni climatiche si è formato. Francesca Romagnoli data il sito ad almeno 500.000 anni fa e spiega che “al momento attuale diversi apporti (dalla pedologia alla tecnotipologia) consentono di confermare l’originaria attribuzione di Sa coa de sa multa al Pleistocene medio iniziale, fornendo quindi un primo step sulla presenza dell’uomo paleolitico (probabilmente Homo Heidelbergensis oppure Homo Antecessor) in relazione al filone su scheggia senza bifacciali”. Si ritiene che il livello del mare fosse più basso dai 130 ai 250 metri.

SSDA: sistema a superfici di scheggiatura alternate (Système par surface de débitage alterné) Il Pleistocene inferiore e medio corrispondono al periodo del paleolitico inferiore (Homo Heidelbergensis, Homo Antecessor), mentre il Pleistocene superiore ai periodi del paleolitico medio e superiore (Homo Neanderthal, Homo sapiens).

*A: reperti provenienti dalle località di Giuanne Malteddu, Interiscias, Laerru, Preideru e Rio Altana a Perfugas (selci lavorate). Durante la glaciazione di Wurm, il livello del mare era di 80 metri più basso.

*C: Durante il periodo più freddo dell’ultima glaciazione, verificatosi circa ventimila anni fa, il mare si abbassò di oltre 120 metri con temperature esterne di circa 4.5 °C inferiori rispetto ad oggi. Il termine di questa glaciazione avvenne poco meno di dodicimila anni fa (Luigi Sanciu geologo).

*D: ritrovamento di un osso parietale e di una falange umana di circa 13.000 anni fa, che costituiscono la più antica testimonianza dell’Homo Sapiens in Sardegna.

*E: reperti umani nella grotta di Su Coloru, cavità carsica lunga circa 600 metri che si trova nel territorio di Laerru. Reperti litici rinvenuti in un riparo sotto roccia presso Porto Leccio, Trinità D’Agultu. Scheletro di Amsicora ad Arbus e reperti umani di Su carroppu di Sirri.

*F: seconda fase ceramica impressa e cardiale. inizia l’estrazione e la lavorazione dell’ossidiana a Monte Arci

*G, H: grotte e antri abitati; tombe a pozzetto o a calatoia (grotta di Sa Ucca de su Tintirriolu, località Bonuighinu, comune di Mara. Villaggio di San Ciriaco di Terralba. Necropoli di Cuccuru is arrius (Cabras)

*I: grotte e antri, villaggi di capanne, domus de janas, dolmen, alles couvertes, circoli tombali, tombe ipogeico-megalitiche, menhir.

*K, L: domus de janas caratterizzate da lunghi dromoi, villaggi con capanne straminee e zoccolo a filari di pietre, cinte megalitiche. Necropoli di Filigosa: quattro domus de janas nel comune di Macomer. Protonuraghe di Sorgono.

*M, N: domus de janas, villaggi con capanne a pianta ellittica o irregolare con zoccolo di pietre e copertura conica o a doppio spiovente, sepolture a cista litica, dolmen, sepolture in grotta. Trae il nome dal colle di Cagliari in cui vennero scoperte alcune tombe con le sue tipiche produzioni ceramiche. Grotta di San Bartolomeo (Cagliari), Bingia ‘e monti (Gonnostramatza)

*O: ipogeo di Padru Jossu, situato nel territorio di Sanluri (al museo di Sa Corona Arrubia vi è il plastico).

*P: cinque domus de janas identificate come necropoli di Corona Moltana è un sito archeologico ubicato in località Sa Seas, comune di Bonnanaro. Tomba Is scalittas (Soleminis), Lottizzazione Salux (Selargius)

*Q: spade a forma triangolare (al posto dei pugnali) dalla tomba di Sant’Iroxi in Decimoputzu.

*R: protonuraghi, tombe megalitiche. A Sa Turricula si riconosce la prima facies della civiltà nuragica. Il sito comprende il nuraghe, il villaggio e a poca distanza, nel territorio del comune di Osilo (località Funtan’e casu), un dolmen.

*S: ceramiche con motivi metopali rinvenuti nella tomba di San Cosimo a Gonnosfanadiga

*T: nuraghi complessi a tholos, pozzi sacri

*U: tombe dei giganti, tombe a cista, tafoni e grotte. Capanne, villaggi. Nuraghi complessi con antemurale. Giganti di Mont’e prama

*V: 800 a.C.: attestazione dell’esistenza della città di Sulky (odierna Sant’Antioco), la città più antica d’Italia

*3: Giudicati di Torres-Logudoro, di Calari, di Gallura e di Arborea

IX secolo – 1816: incursioni islamiche in tutta la Sardegna, con saccheggi e deportazione di sardi ridotti in schiavitù nel nordafrica.

*4: Il Giudicato di Cagliari ha capitale Santa Igia. 1216-1217 i pisani fondano l’attuale castello di Cagliari (Castel di Castro). Nel 1258 Cagliari fu distrutta per lotte interne fra giudicati schieratisi coi genovesi o con i pisani. Nel 1360 primo documento che attesta la festa di Sant’Antioco (quindi si presume da anni già esistente). Nel 1410 finisce il Giudicato d’Arborea, l’ultimo a resistere alla dominazione aragonese.

*5: 1657 prima festa di Sant’Efisio a Cagliari; 1711 prima Cavalcata sarda a Sassari

*8: 28 aprile 1794, moti popolari contro i Savoia in Sardegna, si verifica una cacciata dei Piemontesi da tutta l’isola e soprattutto dei reali da Cagliari

9* Enrico Costa scrittore

Necropoli di Pill'e Matta, Quartucciu

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